Gottman, John

John Gottman è uno psicologo statunitense considerato uno dei maggiori esperti nello studio delle relazioni di coppia e delle dinamiche coniugali. Attraverso un approccio scientifico e osservativo, ha indagato per decenni i fattori che favoriscono la stabilità o il fallimento delle relazioni, elaborando modelli che hanno trovato applicazione diretta nella terapia di coppia. Il suo lavoro ha trasformato la psicologia delle relazioni, rendendo possibile un dialogo tra ricerca empirica e intervento clinico.

Biografia e contesto storico

John Mordecai Gottman nacque il 26 aprile 1942 a New York, in una famiglia di origine ebraica. Cresciuto in un ambiente ricco di stimoli culturali, sviluppò un precoce interesse per le scienze esatte. Studiò matematica al Massachusetts Institute of Technology, ma il desiderio di comprendere la natura delle relazioni umane lo portò a cambiare percorso, conseguendo un dottorato in psicologia clinica presso l’Università del Wisconsin. Questa formazione multidisciplinare, tra matematica e psicologia, caratterizzò tutto il suo approccio scientifico.

Negli anni Sessanta e Settanta, la psicologia stava vivendo profondi cambiamenti. Alle tradizionali influenze della psicoanalisi e del comportamentismo si stavano affiancando nuove prospettive sistemiche e cognitive. Gottman si collocò in questo fermento portando con il rigore della ricerca quantitativa. L’influenza della psicologia sistemica, che analizzava le dinamiche familiari come insiemi interconnessi, e l’interesse per la psicologia comportamentale, che si focalizzava sull’osservazione dei comportamenti osservabili, segnarono la direzione dei suoi studi.

Stabilitosi presso l’Università di Washington, Gottman fondò il celebre “Love Lab”, un laboratorio in cui le coppie venivano osservate in situazioni quotidiane. Attraverso strumenti tecnologici e codifiche comportamentali dettagliate, studiò in modo rigoroso le interazioni verbali e non verbali tra i partner. Questo metodo permise di raccogliere dati oggettivi e di sviluppare modelli predittivi della soddisfazione e della durata delle relazioni, in un’epoca in cui la psicologia delle coppie era ancora un campo relativamente giovane.

Il contesto storico era segnato da mutamenti sociali significativi. Il tasso di divorzio stava crescendo e le strutture familiari tradizionali venivano messe in discussione. In questo scenario, la ricerca di Gottman rispondeva a una domanda urgente: capire cosa rende una relazione stabile e soddisfacente e cosa invece porta alla rottura.

Contributi teorici e pratici

Tra i contributi più noti di John Gottman vi è la teoria dei “Quattro Cavalieri dell’Apocalisse”, una metafora che descrive quattro comportamenti altamente predittivi del fallimento di una relazione: critica, disprezzo, difensività e ostruzionismo. La critica si manifesta quando un partner attacca la persona invece del comportamento; il disprezzo emerge attraverso sarcasmo e derisione; la difensività porta a rifiutare ogni responsabilità; l’ostruzionismo consiste nel chiudersi emotivamente e interrompere il dialogo. Questi modelli, identificati attraverso l’osservazione diretta, hanno dato ai terapeuti strumenti concreti per riconoscere e modificare le dinamiche distruttive.

Oltre a individuare i fattori di rischio, Gottman studiò anche quelli protettivi. Il concetto di Positive Sentiment Override descrive come una prevalenza di esperienze positive possa fungere da “ammortizzatore” contro i conflitti inevitabili. Una coppia che coltiva rituali di affetto, momenti di ascolto e gratitudine reciproca dispone di una riserva emotiva che riduce l’impatto dei momenti difficili. Questo modello si avvicina, per certi aspetti, alle intuizioni della psicologia positiva di Martin Seligman e ai contributi della teoria dell’attaccamento di John Bowlby, che evidenziano l’importanza della sicurezza emotiva nei legami affettivi.

Dalle sue ricerche nacque anche il “Gottman Method Couples Therapy”, un approccio clinico strutturato che fornisce alle coppie strumenti pratici per migliorare la comunicazione, gestire i conflitti e rafforzare l’intimità. Ad esempio, i terapeuti formati al metodo guidano i partner a sostituire la critica con richieste costruttive, a riconoscere i segnali precoci di disconnessione e a coltivare rituali quotidiani di vicinanza. L’originalità del metodo consiste nell’essere direttamente derivato da dati empirici, in contrasto con altri modelli terapeutici più teorici o clinicamente intuitivi.

Un altro elemento importante del lavoro di Gottman è la capacità di tradurre concetti complessi in pratiche accessibili. Le sue pubblicazioni divulgative, così come i workshop dedicati alle coppie, hanno diffuso a un vasto pubblico conoscenze psicologiche che un tempo erano riservate agli specialisti. Questo aspetto lo avvicina a figure come John Bowlby o Sue Johnson, che hanno saputo portare la ricerca accademica nell’ambito della vita quotidiana e delle relazioni concrete.

Impatto e attualità sulla psicologia contemporanea

Il lavoro di Gottman ha avuto un impatto duraturo sia in ambito scientifico sia nella pratica clinica. Inizialmente accolto con interesse ma anche con qualche scetticismo, soprattutto per la sua pretesa di predire il futuro delle relazioni con grande accuratezza, ha nel tempo guadagnato autorevolezza grazie alla solidità empirica dei dati raccolti.

Le sue ricerche hanno influenzato non solo la terapia di coppia, ma anche la consulenza familiare, i programmi educativi e persino alcune politiche sociali legate al sostegno delle famiglie. Nei percorsi pre-matrimoniali, nelle scuole e nei centri di formazione, le sue idee sono state utilizzate per sensibilizzare all’importanza delle competenze comunicative e relazionali. In Italia, diversi terapeuti familiari hanno adottato elementi del metodo Gottman, contribuendo alla sua diffusione nel contesto clinico ed educativo.

Le intuizioni di Gottman continuano a essere attuali in un’epoca in cui le relazioni affrontano nuove sfide, dalle pressioni economiche alle trasformazioni tecnologiche che incidono sulla comunicazione. I terapeuti contemporanei utilizzano i suoi modelli per aiutare le coppie a costruire resilienza, mentre la ricerca continua a testare e ampliare i principi da lui formulati.

Il suo lavoro si inserisce oggi in un dialogo più ampio con altri approcci alla terapia di coppia, come la terapia sistemica e la terapia focalizzata sulle emozioni di Sue Johnson, mostrando come l’osservazione empirica e la pratica clinica possano convergere verso una comprensione più profonda delle dinamiche affettive.

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