Introduzione
Questo articolo raccoglie e sintetizza la letteratura scientifica pubblicata a livello globale tra il 2018 e il 2024 sul tema della psicologia del lavoro e del burnout. La selezione degli articoli è stata effettuata considerando esclusivamente studi accademici peer-reviewed (evitando preprint) che abbiano ricevuto un buon riscontro in ambito scientifico. Sono stati scelti articoli che affrontano in modo diretto le strategie di prevenzione e intervento contro il burnout, sia a livello individuale che organizzativo. L’obiettivo è fornire un quadro aggiornato e approfondito delle conoscenze disponibili.
Analisi
Shankar (2023) descrive il burnout come una condizione caratterizzata da esaurimento, cinismo e inefficacia professionale,
evidenziando come il fenomeno peggiori progressivamente negli anni. L’autore sottolinea che la sindrome nasce spesso da uno
scollamento tra aspettative e realtà lavorativa. Il lavoro pubblicato sull’
RGUHS Journal of Medical Sciences mette in risalto
la necessità di strategie mirate sia a livello individuale (gestione dello stress, autoconsapevolezza) sia organizzativo
(ridefinizione dei carichi di lavoro, supporto strutturale). L’approccio suggerito è quello di una presa in carico globale
che non si limiti al trattamento, ma punti anche alla prevenzione della ricorrenza.
Quintanilla-Madero (2020), nel capitolo
Burnout: A Silent Organizational Problem, amplia il concetto di burnout oltre le professioni di aiuto,
mostrando come la sindrome sia ormai diffusa in tutti i settori lavorativi. L’autrice evidenzia come il burnout non sia solo un problema individuale,
ma una questione organizzativa che mina la produttività e il benessere complessivo. Il testo sottolinea l’importanza di programmi di prevenzione
che includano sia strategie di coping per i lavoratori, sia modifiche strutturali all’interno delle aziende per migliorare
il clima organizzativo e ridurre lo stress cronico.
Leiter e Maslach (2018) analizzano interventi sia di prevenzione che di alleviamento del burnout, distinguendo fra strategie
individuali e collettive. Lo studio, pubblicato in
Current Issues in Work and Organizational Psychology, evidenzia come gli interventi individuali
puntino a rafforzare la resilienza psicologica e fisica (ad esempio con la mindfulness), mentre quelli collettivi riguardano
la gestione dei carichi di lavoro e il miglioramento delle dinamiche interpersonali sul posto di lavoro. La loro analisi sottolinea
che le strategie preventive, se applicate in una fase precoce, sono molto più efficaci delle sole azioni di contenimento.
Kavumaci (2023), in un articolo apparso sul
Journal of Yoga and Physiotherapy, esplora l’impatto dello yoga sulla sindrome da burnout.
La ricerca mostra come pratiche di yoga, inserite nei programmi di benessere aziendali, possano ridurre i livelli di esaurimento e migliorare la
soddisfazione lavorativa. L’articolo sottolinea il valore di tecniche a basso costo e facilmente integrabili nelle routine quotidiane, in grado di
aumentare la resilienza psicologica e favorire il recupero dalle tensioni professionali.
Riethof e Bob (2019) propongono la
logoterapia come cornice teorica per spiegare e prevenire il burnout.
Pubblicato su
Frontiers in Psychiatry, lo studio mette in relazione la sindrome con il concetto di vuoto esistenziale.
Secondo gli autori, la mancanza di significato nella vita lavorativa amplifica il rischio di esaurimento. La logoterapia, basata sulla ricerca
di senso e realizzazione personale, viene quindi proposta come intervento preventivo e terapeutico, utile non solo per ridurre i sintomi,
ma anche per affrontare le radici profonde del fenomeno.
Mark (2020), in uno studio empirico condotto su 50 lavoratori di dieci aziende, analizza strategie interne ed esterne di prevenzione del burnout.
Pubblicato su
MESB, il lavoro mostra che le aziende che puntano su interventi formativi orientati all’autogestione emotiva e alla resilienza interna
ottengono risultati migliori rispetto a quelle che si limitano a incentivi materiali o ricompense. Lo studio evidenzia dunque l’importanza
di rafforzare le risorse interne del lavoratore, promuovendo autonomia e senso di
autoefficacia.
Sharif et al. (2024) realizzano una revisione sistematica su burnout e professionisti sanitari, pubblicata su
Frontiers in Chemical Sciences.
La revisione mette in luce i principali fattori di rischio (carico di lavoro eccessivo, conflitti di gruppo, scarsa valorizzazione delle competenze)
e individua strategie preventive efficaci come la riduzione del conflitto interno, una leadership più inclusiva e la valorizzazione delle capacità individuali.
Questo studio rafforza la prospettiva secondo cui la prevenzione del burnout deve essere inserita nelle politiche sanitarie e di gestione del personale.
Matsuzaki et al. (2021), pubblicato sulla
Revista Brasileira de Medicina do Trabalho, si concentra specificamente sul burnout tra i medici.
La revisione della letteratura evidenzia come la maggior parte degli interventi sia mirata a livello individuale (programmi di resilienza, supporto psicologico), ma sottolinea la necessità di integrare misure anche a livello ambientale e organizzativo. Gli autori concludono che l’approccio più efficace combina interventi personali e modifiche strutturali all’ambiente di lavoro.
Ríos e Paúl (2018) propongono la definizione di un programma di prevenzione del burnout nei centri di riabilitazione sociosanitaria,
basato sulla Psicologia Positiva Organizzativa. L’articolo descrive come la gestione innovativa delle risorse umane e la valorizzazione
del benessere possano avere un impatto diretto sulla prevenzione del burnout. Questo approccio conferma l’importanza di un cambiamento culturale nelle organizzazioni, orientato al benessere dei dipendenti e non solo alla produttività.
Balatskaya (2023) introduce una metodologia innovativa di prevenzione chiamata
plassoterapia, che utilizza la sabbia cinetica
come strumento diagnostico e terapeutico. L’articolo su
SMALTA illustra come questa tecnica possa aiutare i lavoratori a riflettere
sul proprio rapporto con il lavoro e con la vita, fornendo uno spazio sicuro per l’autoanalisi e la ristrutturazione delle strategie di coping.
Sebbene non sia ancora diffusa su larga scala, rappresenta un’interessante prospettiva integrativa.
Lambreghts et al. (2024), in un articolo pubblicato su
Occupational Medicine, esplorano il tema del rientro al lavoro dopo burnout.
Attraverso una sintesi qualitativa di studi, gli autori identificano tre fattori chiave per interventi efficaci: il supporto da parte di professionisti e familiari, l’
adattamento delle mansioni sul posto di lavoro e una comunicazione costante tra tutte le parti coinvolte. Questo approccio integrato aumenta le probabilità di successo nel reinserimento lavorativo.
Leclercq e Hansez (2024), infine, introducono una prospettiva innovativa analizzando il burnout come processo temporale.
L’articolo pubblicato sull’
International Journal of Environmental Research and Public Health distingue quattro fasi: entusiasmo iniziale,
indebolimento dell’ideale lavorativo, ritiro difensivo e burnout conclamato. Per ogni fase vengono suggerite strategie specifiche,
che vanno dagli interventi organizzativi preventivi fino al supporto clinico. La visione processuale consente di sviluppare interventi
più mirati ed efficaci.
Conclusioni
La letteratura analizzata evidenzia come il burnout sia un problema complesso e multifattoriale che richiede un approccio integrato.
Gli interventi più efficaci combinano il rafforzamento delle risorse individuali (resilienza, mindfulness, logoterapia, yoga)
con misure organizzative (leadership positiva, riduzione del carico di lavoro, cultura del supporto).
Le strategie innovative, come la plassoterapia e i programmi di rientro al lavoro, mostrano ulteriori prospettive promettenti.
In sintesi, la prevenzione del burnout deve essere vista come un investimento strategico delle organizzazioni,
capace di tutelare la salute dei lavoratori e migliorare la produttività complessiva.
Bibliografia
- Balatskaya, N. Ya. (2023). Plassotherapy Method in the Prevention of Burnout Syndrome. SMALTA.
- Ință, R. F. (2021). A Literature Review About Burnout Syndrome and How it Can Be Prevented. Acta Medica Transilvanica.
- Kavumaci. (2023). Burnout Syndrome and Yoga. Journal of Yoga and Physiotherapy.
- Leclercq, C., & Hansez, I. (2024). Temporal Stages of Burnout: How to Design Prevention? International Journal of Environmental Research and Public Health.
- Leiter, M. P., & Maslach, C. (2018). Interventions to Prevent and Alleviate Burnout. Current Issues in Work and Organizational Psychology.
- Lambreghts, C., Vandenbroeck, S., & Godderis, L. (2024). Perceptions and Experiences on Return-to-Work Interventions for People with Burnout. Occupational Medicine.
- Mark, J. (2020). Workplace Strategies for Work Burnout Prevention. MESB.
- Matsuzaki, P. G., Mariya, F. A., Ueno, L. I., & Gimenes, M. J. F. (2021). Physician burnout: prevention strategies. Revista Brasileira de Medicina do Trabalho.
- Quintanilla-Madero, M. B. (2020). Burnout: A Silent Organizational Problem. Emerald Publishing.
- Riethof, N., & Bob, P. (2019). Burnout Syndrome and Logotherapy. Frontiers in Psychiatry.
- Ríos, M., & Paúl, J. (2018). Definición de un programa de Burnout en el equipo interdisciplinar de un centro de rehabilitación sociosanitaria.
- Sharif, S., Liaqat, F., Javed, I., Ashiq, N., Javed, Z., & Chattha, H. N. (2024). Burnout Syndrome Among Healthcare Workers: A Systematic Review. Frontiers in Chemical Sciences.
- Shankar, P. S. (2023). Burnout Syndrome. RGUHS Journal of Medical Sciences.
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