L’anoressia nervosa è un disturbo alimentare complesso che colpisce prevalentemente adolescenti e giovani adulti, con un’incidenza maggiore nelle donne. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia l’anoressia nervosa ha una prevalenza stimata tra lo 0,2% e lo 0,8%, con un rapporto di genere che varia da 6 a 10 donne per ogni uomo affetto. Questi dati, però, si basano su studi epidemiologici parzialmente datati e spesso limitati nella rappresentatività (ISS; ISS Studi). Negli ultimi anni, la comunità scientifica ha ampliato significativamente le conoscenze sull’anoressia nervosa, approfondendo le comorbidità psichiatriche, i meccanismi neurobiologici e le innovazioni terapeutiche. Queste ricerche rispondono all’esigenza dei professionisti della salute mentale di basarsi su evidenze recenti e validate, migliorando così la pratica clinica e la qualità della vita dei pazienti. Le sezioni seguenti presentano una selezione degli articoli scientifici più recenti e con il maggior numero di citazioni pubblicati dal 2015 a oggi. Questa rassegna mira ad aggiornare i professionisti della salute mentale sulle evidenze più rilevanti, offrendo una panoramica delle principali innovazioni e approfondimenti nel campo dell’anoressia nervosa.
Terapie psicologiche: innovazioni e confronto
Zhu et al. hanno condotto una revisione sistematica per valutare l’efficacia delle terapie psicologiche specifiche per l’anoressia nervosa grave e duratura. I risultati hanno dimostrato che interventi mirati, come la terapia basata sulla mindfulness e la terapia focalizzata sulle emozioni, hanno prodotto miglioramenti significativi nei sintomi comportamentali e cognitivi rispetto a terapie meno strutturate. In particolare, la terapia mindfulness si è rivelata efficace nel ridurre la rigidità cognitiva e migliorare la regolazione emotiva, due aspetti critici nell’anoressia nervosa (Zhu et al., 2023). Hay et al. hanno invece analizzato l’efficacia della terapia psicologica individuale in ambito ambulatoriale. Lo studio ha rivelato che il 60% dei pazienti ha riportato una riduzione significativa dei comportamenti restrittivi e dei pensieri disfunzionali legati al peso corporeo, evidenziando l’importanza di un supporto continuo e personalizzato. Questo approccio si è dimostrato particolarmente utile nei pazienti adulti, dove l’interazione terapeutica diretta è risultata fondamentale per affrontare le complessità della malattia (Hay et al., 2015).Fattori di rischio e meccanismi traslazionali
Murray et al. hanno esplorato il ruolo della paura come meccanismo centrale nella psicopatologia dell’anoressia nervosa. In particolare, la paura di perdere il controllo sul proprio corpo e sull’alimentazione è stata identificata come un motore primario del comportamento restrittivo. Questo dato è supportato da studi neurobiologici che mostrano un’attivazione anomala delle aree cerebrali legate alla paura e alla ricompensa nei pazienti con anoressia. Lo studio suggerisce che affrontare direttamente questi meccanismi tramite tecniche di esposizione controllata possa migliorare gli esiti terapeutici (Murray et al., 2018). Walsh et al. hanno invece confrontato l’anoressia nervosa atipica con la forma tradizionale, evidenziando che i pazienti con anoressia atipica mostrano una maggiore incidenza di comorbidità psichiatriche e una risposta diversa ai trattamenti standard. Lo studio ha anche sottolineato come l’anoressia atipica, pur non soddisfacendo tutti i criteri diagnostici del DSM-5, possa avere effetti altrettanto devastanti sulla salute fisica e mentale, richiedendo interventi altrettanto intensivi (Walsh et al., 2022).Conclusioni
Le ricerche recenti sull’anoressia nervosa dimostrano che, nonostante i progressi significativi, il disturbo rimane una delle sfide più complesse nel campo della salute mentale. L’importanza di un approccio multidisciplinare è evidente: solo combinando supporto medico, psicologico e sociale è possibile ottenere risultati duraturi e prevenire ricadute. La comprensione approfondita delle dinamiche psicologiche e neurobiologiche, insieme alla capacità di personalizzare i trattamenti in base alle esigenze individuali, rappresenta un passo fondamentale per migliorare gli esiti terapeutici. Gli interventi che includono la gestione delle comorbidità psichiatriche e l’uso di tecniche innovative, come la terapia basata sulla mindfulness o l’esposizione controllata, offrono nuove speranze per i pazienti e le loro famiglie. Continuare a investire nella ricerca e garantire una formazione continua per i professionisti della salute mentale sono passi essenziali per affrontare con successo questa sfida.Bibliografia
- Hay, P., et al. (2015). Individual psychological therapy. The Cochrane Database of Systematic Reviews, 7, CD003909. Link
- Marucci, S., et al. (2018). Anorexia Nervosa and Comorbid Psychopathology. Endocrine, Metabolic & Immune Disorders Drug Targets, 18(4), 316-324. Link
- Morais, A., et al. (2023). Anorexia Nervosa and Psychiatric Comorbidities. European Psychiatry, 66, S521-S521. Link
- Murray, S., et al. (2018). Fear as a translational mechanism. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 95, 383-395. Link
- Walsh, B., et al. (2022). Atypical anorexia nervosa. The International Journal of Eating Disorders. Link
- Zhu, J., et al. (2023). Specific psychological therapies. The Cochrane Database of Systematic Reviews, 8, CD011570. Link
