
James McKeen Cattell è uno snodo dell’incipiente psicologia scientifica: allievo di Wundt e interlocutore di Galton, introdusse negli Stati Uniti l’idea di misurare differenze individuali con “test mentali”, organizzò laboratori universitari, fondò e diresse riviste (fra cui Psychological Review e soprattutto Science) e fece dell’editoria scientifica un motore di istituzione disciplinare. Innovatore e imprenditore della scienza, fu anche figura controversa: sostenitore di tesi eugenetiche oggi respinte e protagonista di un caso di libertà accademica durante la Prima guerra mondiale.
Biografia e contesto storico
Nato a Easton (Pennsylvania), si laurea a Lafayette College e prosegue in Europa negli anni in cui la psicologia sperimentale prende forma. A Lipsia lavora nel laboratorio di Wilhelm Wundt su tempi di reazione e processi dell’attenzione; a Londra frequenta Francis Galton, assorbendone l’interesse per la misura delle differenze individuali. Tornato negli Stati Uniti, insegna brevemente a Cambridge (UK) e poi rientra con incarichi accademici che culminano nella cattedra a Philadelphia (University of Pennsylvania) e, dal 1891, nella lunga stagione alla Columbia University, dove struttura laboratorio, corsi e dottorato in psicologia.
Nel 1890 pubblica su Mind l’articolo Mental Tests and Measurements, che conia l’espressione “test mentali” e propone un set di prove percettivo–motorie e attentive per quantificare le differenze tra individui. A metà anni 1890 co-fonda Psychological Review e avvia una carriera editoriale che lo porterà a dirigere Science per decenni, facendone una piattaforma di dibattito scientifico e di politica della scienza negli Stati Uniti. Nel 1917, durante la Prima guerra mondiale, viene licenziato da Columbia per aver scritto a studenti invitandoli a far valere diritti contro la coscrizione obbligatoria; la vicenda diventa un caso nazionale sulla libertà accademica e contribuirà in seguito a rafforzare pratiche di tenure e tutele procedurali.
Dopo l’allontanamento dall’università, Cattell intensifica l’attività editoriale e di “imprenditore scientifico”: promuove annuari biografici come American Men of Science, fonda The Scientific Monthly e, nel 1921, avvia The Psychological Corporation per lo sviluppo e la diffusione di strumenti psicologici applicati. Muore nel 1944, lasciando un’eredità ramificata in psicometria, editoria e organizzazione della comunità scientifica.
Contributi teorici e pratici
Con l’articolo del 1890 Cattell afferma che la psicologia, per essere una scienza utile, deve misurare capacità e prestazioni con strumenti comparabili. Le sue prime batterie di “test mentali” comprendono tempi di reazione, soglie sensoriali, forza della stretta, ampiezza attentiva: indicatori di base scelti per affidabilità e ripetibilità, più vicini alla fisiologia che alla psicologia cognitiva. L’aspettativa, condivisa con Galton, è che tali indici possano predire il rendimento scolastico e le abilità superiori, offrendo una via empirica allo studio delle differenze individuali.
I risultati ottenuti nel suo laboratorio mettono presto in discussione quella ipotesi. Clark Wissler, suo allievo, dimostra che le correlazioni tra misure sensoriali e successo accademico sono pressoché nulle. Quel fallimento non chiude la strada, ma apre una fase nuova: spinge la psicologia a rivedere la definizione stessa di “intelligenza”, ad affinare la statistica e a introdurre prove cognitive di livello superiore, come i test di Binet, Simon e Wechsler. L’errore iniziale diventa un passaggio metodologico decisivo verso la psicometria moderna, dove validità e affidabilità non sono assunti teorici ma risultati da verificare.
Parallelamente, Cattell costruisce la rete materiale e simbolica della disciplina. Co-fonda Psychological Review, promuove Psychological Monographs e repertori bibliografici, dirige Science aprendola al dialogo tra scienze diverse, e lancia The Scientific Monthly per una divulgazione fondata su evidenze. Con American Men of Science inaugura i primi repertori e classifiche dei ricercatori, anticipando la scientometrics e la valutazione per indicatori. È il primo a comprendere che una disciplina non si consolida solo con teorie, ma con infrastrutture che ne rendano tracciabile la produzione e ne garantiscano lo scambio.
Con The Psychological Corporation (1921) traduce questa visione in un sistema applicativo: standardizzare e distribuire test a scuole, esercito, industria e sanità, aprendo la strada alla psicologia organizzativa e al mercato regolato dei servizi psicologici. L’impresa rende visibile un nuovo modello di professionalità, fondato su strumenti validati e protocolli condivisi. Nel suo ruolo di presidente dell’APA (1895) agisce come organizzatore della professione, promuovendo standard comuni, collaborazione interdisciplinare e difesa dell’autonomia accademica. La sua azione istituzionale, anche attraverso l’American Association for the Advancement of Science, consolida la psicologia come parte riconosciuta del sistema scientifico.
Impatto e attualità
Il programma cattelliano lascia due eredità decisive. La prima è metodologica: l’idea che la psicologia debba costruire misure affidabili e verificarne l’utilità con criteri esterni — scolastici, clinici, lavorativi — sottoponendo ogni strumento alla prova dei dati. La seconda riguarda la dimensione pubblica della scienza: la costruzione di riviste, indici e reti di collaborazione che rendono la disciplina riconoscibile e comunicabile.
Non mancano aspetti problematici. Come altri eredi di Galton, Cattell sostenne posizioni eugenetiche oggi respinte, che mostrano come la misurazione, se separata dal giudizio etico e sociale, possa diventare criterio di esclusione. Anche il caso del 1917, con il licenziamento per il suo pacifismo, segnala quanto la libertà accademica dipenda da condizioni istituzionali che garantiscano autonomia e protezione del dissenso.
Ciò che resta, al di là delle ambivalenze, è un modello di scienza che unisce metodo, infrastruttura e responsabilità. Cattell non ha solo introdotto test o riviste: ha mostrato che la psicologia diventa adulta quando costruisce strumenti verificabili e luoghi di confronto pubblico, capaci di discutere, correggere e migliorare le proprie pratiche.


