Disturbo dell’attaccamento disinibito

Il disturbo dell’attaccamento disinibito è una condizione clinica che si sviluppa nei primi anni di vita, a seguito di esperienze di grave trascuratezza, instabilità o mancanza di cure adeguate. I bambini che ne sono colpiti mostrano un comportamento sociale eccessivamente familiare e poco selettivo: tendono ad avvicinarsi a sconosciuti, a cercare contatto fisico o conforto da adulti che non fanno parte del loro nucleo affettivo, e a non distinguere tra figure protettive e figure estranee.

Questi comportamenti vanno ben oltre la normale socievolezza infantile. Non si tratta di bambini semplicemente estroversi, ma di una modalità disinibita e inappropriata di relazione che segnala un disturbo nello sviluppo dell’attaccamento. Ciò che colpisce è la mancanza di cautela, la ridotta consapevolezza dei pericoli e l’incapacità di modulare la ricerca di vicinanza in base al contesto.

La situazione clinica e sociale

Il disturbo è riconosciuto nei principali manuali diagnostici internazionali, come DSM-5 e ICD-11, dove viene classificato tra i disturbi correlati a traumi e stress. È più frequente nei bambini che hanno vissuto in istituti, orfanotrofi o ambienti familiari gravemente trascuranti, ma può manifestarsi anche in contesti domestici instabili caratterizzati da abusi, separazioni ripetute o mancanza di cure coerenti.

Dal punto di vista sociale, i bambini con questo disturbo rischiano di essere fraintesi: il loro atteggiamento aperto e apparentemente affettuoso può inizialmente sembrare positivo, ma in realtà segnala una difficoltà nel costruire relazioni selettive e sicure. Questo li espone a rischi concreti, come lo sfruttamento o l’incapacità di proteggersi da persone non affidabili. A scuola, le interazioni con compagni e insegnanti possono risultare inappropriate o caotiche, con difficoltà a rispettare regole implicite di distanza e fiducia.

Cause e fattori di rischio

Le cause principali del disturbo risiedono nelle esperienze precoci di deprivazione affettiva. Un bambino che non riceve cure coerenti e stabili sviluppa modelli interni di attaccamento disfunzionali, che si riflettono in comportamenti sociali poco regolati.

I fattori di rischio includono la crescita in istituti con frequente cambio di caregiver, esperienze di abuso o trascuratezza, traumi precoci e ambienti instabili. Tuttavia, non tutti i bambini esposti a tali condizioni sviluppano il disturbo: la presenza di fattori protettivi, come anche un’unica figura affettiva stabile, può ridurre significativamente il rischio. Dal punto di vista neurobiologico, esperienze di trascuratezza nei primi anni possono influenzare lo sviluppo dei sistemi cerebrali che regolano la risposta allo stress e la capacità di costruire legami di fiducia.

Diagnosi e criteri clinici

Secondo il DSM-5, la diagnosi richiede la presenza di comportamenti socialmente disinibiti che non variano in base al contesto: ridotta inibizione nel rivolgersi a sconosciuti, assenza di diffidenza in situazioni nuove, eccessiva familiarità con adulti estranei. L’esordio deve avvenire prima dei cinque anni e deve esserci una storia di grave trascuratezza o mancanza di cure stabili.

È fondamentale distinguere questo disturbo da altre condizioni che possono presentare comportamenti sociali atipici, come l’ADHD o i disturbi dello spettro autistico. Nel disturbo dell’attaccamento disinibito, la caratteristica centrale non è l’iperattività né il deficit comunicativo, ma la modalità inappropriata e indiscriminata di ricercare vicinanza e conforto.

Impatto personale e sociale

Il disturbo ha conseguenze significative sullo sviluppo del bambino. L’incapacità di costruire legami sicuri ostacola il normale processo di socializzazione e può influire sulla regolazione emotiva. I bambini possono avere difficoltà a comprendere le regole implicite delle relazioni, a riconoscere le figure affidabili e a mantenere rapporti stabili.

A livello sociale, questi comportamenti possono generare fraintendimenti, isolamento o al contrario sfruttamento da parte di altri. L’impatto si estende anche alla sfera scolastica, dove il bambino può faticare a rispettare regole e ruoli, con conseguente difficoltà di integrazione. Negli adulti, il disturbo può lasciare esiti sotto forma di vulnerabilità relazionale, difficoltà di fiducia e tendenza a comportamenti impulsivi nella gestione dei legami.

Trattamenti e possibilità di cura

Il trattamento si concentra sul favorire la costruzione di relazioni stabili e sicure. Gli interventi più efficaci sono di tipo psicologico ed educativo, con il coinvolgimento attivo della famiglia o dei caregiver. L’obiettivo non è solo ridurre i comportamenti disinibiti, ma soprattutto creare un contesto relazionale coerente che permetta al bambino di sperimentare affidabilità e sicurezza.

Il supporto alla genitorialità e il lavoro sul legame affettivo sono centrali: insegnare ai caregiver a rispondere in modo stabile e prevedibile ai bisogni del bambino favorisce lo sviluppo di modelli interni di attaccamento più equilibrati. In alcuni casi, programmi scolastici personalizzati e interventi psicoeducativi contribuiscono a ridurre i comportamenti problematici e a favorire l’integrazione sociale. La prognosi varia in base alla gravità delle esperienze precoci e alla tempestività dell’intervento: nei casi in cui sia possibile garantire un ambiente stabile e affettivamente affidabile, i bambini possono mostrare miglioramenti significativi.

Condividi

Altre voci interessanti