
Lawrence Kohlberg è stato uno psicologo statunitense noto per i suoi studi sullo sviluppo morale. Con la sua teoria degli stadi ha contribuito a comprendere come le persone elaborino concetti di giustizia, regole e responsabilità lungo il corso della vita. Le sue ricerche hanno influenzato non solo la psicologia dello sviluppo, ma anche la pedagogia, la filosofia morale e le pratiche educative.
Biografia e contesto storico
Nato a New York nel 1927, Kohlberg studiò psicologia a Chicago, dove entrò in contatto con le opere di Jean Piaget. Da quest’ultimo riprese l’idea che lo sviluppo morale non fosse un semplice apprendimento di regole, ma un processo evolutivo che passa attraverso stadi qualitativamente differenti. La sua formazione avvenne in un contesto segnato dal dopoguerra, in cui il tema della giustizia e della responsabilità etica era al centro del dibattito culturale.
Negli anni Sessanta e Settanta, mentre insegnava ad Harvard, Kohlberg sviluppò un programma di ricerca empirica su larga scala per indagare come i bambini e gli adolescenti ragionano su questioni morali. Utilizzò interviste cliniche e dilemmi ipotetici, tra cui il famoso “dilemma di Heinz”: un uomo che deve decidere se rubare una medicina troppo costosa per salvare la moglie malata. Non interessava tanto la risposta data, quanto il ragionamento che portava a giustificarla.
Contributi teorici e pratici
Il contributo più noto di Kohlberg è la teoria degli stadi dello sviluppo morale. Secondo lui, il giudizio morale evolve attraverso sei stadi, raggruppati in tre livelli:
Livello preconvenzionale: il bambino valuta le azioni in base alle conseguenze concrete (obbedienza per evitare la punizione, utilità personale).
Livello convenzionale: l’adolescente e l’adulto tendono a conformarsi alle aspettative sociali (essere “bravo ragazzo”, rispetto delle leggi e dell’ordine).
Livello postconvenzionale: l’individuo valuta le norme alla luce di principi più ampi, come i diritti umani e la giustizia universale.
Questa teoria mostrava che lo sviluppo morale non si ferma all’adolescenza, ma può continuare verso forme più mature di ragionamento etico. L’idea era che la crescita morale fosse un processo aperto, anche se pochi individui raggiungevano stabilmente gli stadi più alti.
La metodologia di Kohlberg prevedeva interviste cliniche qualitative, in cui i soggetti discutevano dilemmi complessi. Il suo interesse era comprendere le strutture cognitive che organizzano il pensiero morale, più che le scelte pratiche. In questo senso, il suo lavoro rappresentò un ponte tra psicologia dello sviluppo e filosofia morale.
Kohlberg riconobbe anche un ruolo educativo alla sua teoria. Riteneva che il confronto con situazioni di conflitto morale, mediato da discussioni di gruppo, potesse stimolare la crescita verso livelli più avanzati. Introdusse così il concetto di “comunità giustificative”, ambienti educativi in cui studenti e insegnanti potevano discutere apertamente questioni etiche.
Impatto e attualità
Il lavoro di Kohlberg offrì un modello chiaro per descrivere e valutare lo sviluppo morale e stimolò numerose ricerche sperimentali e applicative. La sua influenza si estese anche alla filosofia morale e al diritto, fornendo strumenti per riflettere su responsabilità, giustizia e diritti civili.
Tuttavia, la teoria suscitò aspre critiche negli ambienti accademici e tra le femministe. La più nota, e per certi versi anche la più aspra e inaspettata, fu quella di Carol Gilligan, sua collaboratrice, che lo accusò di aver elaborato un modello centrato su valori maschili di giustizia e regole, trascurando un’etica della cura più tipicamente femminile. Altri studiosi, come Elliot Turiel, sottolinearono che lo sviluppo morale non è lineare e che le persone possono usare strategie appartenenti a stadi diversi a seconda delle situazioni.
Nonostante le critiche, il modello di Kohlberg rimane un riferimento importante che avuto applicazioni nell’educazione civica, nella formazione degli insegnanti e persino nei programmi di riabilitazione penale, dove il ragionamento morale è visto come una competenza da sviluppare. In psicologia dello sviluppo, i suoi stadi hanno offerto una cornice teorica per studi successivi sul ragionamento sociale e sull’empatia.
L’attualità di Kohlberg si coglie nel dibattito contemporaneo sulla cittadinanza, sull’educazione etica e sulla costruzione di società inclusive. Anche se il suo modello è stato superato da approcci più complessi e culturalmente sensibili, la sua intuizione resta valida: il giudizio morale non è dato una volta per tutte, ma si costruisce e si trasforma lungo l’arco della vita.


