
Cloe Madanes è una terapeuta e teorica della psicoterapia familiare e strategica, nota per il suo contributo originale allo sviluppo di approcci sistemici. Ha lavorato a lungo con Jay Haley, con il quale ha co-fondato l’Istituto di Terapia Familiare di Washington, e ha contribuito a diffondere la terapia strategica a livello internazionale. Le sue riflessioni hanno posto l’accento sul potere, sulle dinamiche familiari e sul ruolo della creatività in terapia.
Biografia e contesto storico
Cloe Madanes è nata in Argentina nel 1940. Si formò inizialmente in psicologia e successivamente si trasferì negli Stati Uniti, dove entrò in contatto con l’ambiente innovativo della terapia familiare degli anni Sessanta e Settanta. Fu un periodo di grande fermento: la psicoanalisi stava perdendo la sua posizione dominante, mentre prendevano forma nuovi approcci come la terapia sistemica, la terapia strategica e i modelli esperienziali.
La sua carriera si intrecciò con quella di Jay Haley, uno dei principali esponenti della terapia strategica, con il quale condivise ricerca, insegnamento e pratica clinica. Insieme fondarono il Family Therapy Institute di Washington, che divenne un punto di riferimento internazionale per la formazione di terapeuti.
Il contesto culturale era segnato dalle trasformazioni della famiglia occidentale: il passaggio da modelli patriarcali a strutture più fluide, le sfide poste dal femminismo e dalle nuove configurazioni sociali. Madanes interpretò la terapia familiare come uno strumento non solo di cura individuale, ma anche di adattamento alle trasformazioni sociali.
Contributi teorici e pratici
Il contributo principale di Cloe Madanes riguarda lo sviluppo della terapia strategica familiare. A differenza di approcci più interpretativi, la terapia strategica si concentra sul presente e sulle interazioni concrete tra i membri della famiglia. Il terapeuta non analizza solo il passato, ma interviene con tecniche mirate a modificare i modelli di comunicazione e di comportamento.
Madanes sviluppò interventi basati su compiti terapeutici, paradossi e ristrutturazioni delle dinamiche familiari. Riteneva che molti sintomi individuali avessero una funzione all’interno della famiglia, come mantenere l’equilibrio o comunicare bisogni impliciti. Per questo il cambiamento doveva avvenire non solo nella persona, ma nell’intero sistema relazionale.
Un aspetto distintivo del suo pensiero è l’attenzione al tema del potere nelle relazioni familiari. Madanes sottolineava come i conflitti spesso derivassero da lotte di potere implicite tra genitori e figli o tra coniugi. Il compito del terapeuta era aiutare a rendere visibili queste dinamiche e a trasformarle in rapporti più equi e collaborativi.
Madanes fu anche un’innovatrice nel proporre la terapia come spazio creativo. Il terapeuta, secondo lei, doveva usare immaginazione e flessibilità, costruendo interventi su misura per ogni famiglia. Questa prospettiva la avvicina a modelli come quello di Virginia Satir, pur mantenendo la specificità strategica.
Tra i suoi scritti più noti vi sono Strategic Family Therapy (1981) e The Secret Meaning of Money (1994), dove esplora come le questioni economiche riflettano simbolicamente i rapporti di potere e i legami affettivi all’interno della famiglia. Nei suoi libri emerge una visione della terapia come spazio di trasformazione non solo clinica, ma anche culturale.
Impatto e attualità
Il suo lavoro ha contribuito a consolidare la terapia strategica come modello pratico e formativo diffuso in tutto il mondo. Ha formato centinaia di terapeuti, diffondendo un approccio diretto, creativo e attento alla dimensione relazionale.
In Italia le sue idee sono state accolte soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, in parallelo con la diffusione della terapia sistemico-relazionale. Le scuole di psicoterapia familiare italiane hanno ripreso molti concetti di Madanes, in particolare l’attenzione al potere e alla funzione dei sintomi nella dinamica familiare. Ancora oggi i suoi testi sono studiati nei corsi di specializzazione.
Oggi Madanes collabora anche con Tony Robbins, noto coach motivazionale, portando alcune intuizioni della terapia strategica nel campo dello sviluppo personale. Questo passaggio ha suscitato discussioni: se da un lato ha ampliato il pubblico dei suoi insegnamenti, dall’altro ha sollevato critiche sulla possibile banalizzazione di concetti clinici complessi.
Nonostante queste critiche, la sua influenza resta significativa. Il suo approccio invita i terapeuti a non accontentarsi di spiegare i problemi, ma a intervenire concretamente per produrre cambiamenti osservabili. La centralità data alla famiglia come sistema interattivo continua a essere un punto fermo della psicoterapia contemporanea.
Cloe Madanes rimane quindi una figura di spicco della terapia familiare e strategica, con un lascito che unisce rigore clinico, creatività e attenzione al contesto sociale.


