Martin E. P. Seligman è uno psicologo statunitense considerato il fondatore della psicologia positiva, corrente che ha contribuito a ridefinire il modo in cui la psicologia si occupa del benessere e della salute mentale. Professore presso l’Università della Pennsylvania, è noto per i suoi studi sull’impotenza appresa e per aver successivamente promosso una visione della psicologia centrata non solo sul trattamento della sofferenza, ma anche sulla coltivazione delle risorse interiori e della resilienza. Con le sue ricerche e le sue opere divulgative, Seligman ha avuto un’influenza decisiva sulla psicologia accademica, clinica ed educativa, consolidandosi come una delle figure più autorevoli del panorama contemporaneo.
Biografia e Contesto Storico
Martin Elias Peter Seligman nacque ad Albany, nello Stato di New York, nel 1942. Dopo gli studi universitari a Princeton e il dottorato in psicologia a Harvard, intraprese una carriera accademica che lo portò a ricoprire ruoli di grande prestigio, fino a diventare professore di psicologia alla University of Pennsylvania. Il suo percorso scientifico attraversò diverse fasi, a partire dalle ricerche sperimentali sulla depressione negli anni Sessanta e Settanta, fino alla definizione della psicologia positiva negli anni Novanta.
Il contesto storico in cui Seligman sviluppò le sue teorie era segnato da una psicologia prevalentemente orientata alla cura dei disturbi mentali. La psicologia clinica, influenzata da modelli psicoanalitici e comportamentali, si concentrava principalmente sulla riduzione dei sintomi. In questo quadro, Seligman propose un cambiamento di prospettiva: accanto al trattamento delle patologie, la psicologia avrebbe dovuto occuparsi di cosa rende la vita degna di essere vissuta. Questa visione innovativa avrebbe profondamente trasformato la disciplina.
Contributi Teorici e Pratici
Il primo grande contributo di Seligman alla psicologia fu lo studio sull’impotenza appresa (learned helplessness). Attraverso esperimenti condotti inizialmente su animali e successivamente su esseri umani, dimostrò come l’esposizione a situazioni incontrollabili induca passività, perdita di motivazione e sintomi depressivi. Questa teoria ha avuto un impatto enorme nella comprensione della depressione e ha aperto la strada a nuovi approcci terapeutici basati sulla percezione di controllo e sull’empowerment personale.
Negli anni Novanta, Seligman elaborò il concetto di psicologia positiva. Invece di focalizzarsi esclusivamente sul disagio, egli propose di studiare le condizioni che favoriscono il benessere, la felicità e la resilienza. Secondo Seligman, la psicologia doveva bilanciare la propria attenzione: non solo curare la sofferenza, ma anche promuovere la fioritura umana. Questa prospettiva si concretizzò in un vero e proprio movimento scientifico, con ricerche, pubblicazioni e programmi formativi dedicati.
Uno degli strumenti più noti elaborati da Seligman è il modello PERMA, che identifica cinque pilastri del benessere: Positive emotions (emozioni positive), Engagement (coinvolgimento), Relationships (relazioni positive), Meaning (senso) e Accomplishment (realizzazione). Questo schema ha avuto un’ampia applicazione in psicologia clinica, educativa e organizzativa, diventando un punto di riferimento per la promozione del benessere individuale e collettivo.
Seligman ha inoltre contribuito allo sviluppo di programmi di resilienza psicologica, utilizzati in ambito educativo, militare e aziendale. Tali programmi mirano a rafforzare le capacità di fronteggiare le difficoltà, prevenire la depressione e favorire un atteggiamento positivo verso la vita. Le sue ricerche hanno dimostrato che il benessere psicologico non è un semplice effetto collaterale dell’assenza di malattia, ma può essere coltivato attivamente attraverso pratiche mirate.
Oltre alla sua attività scientifica, Seligman ha svolto un importante ruolo come divulgatore. I suoi libri, tra cui Authentic Happiness (2002) e Flourish (2011), hanno portato i principi della psicologia positiva a un vasto pubblico, contribuendo a diffondere l’idea che il benessere possa essere studiato, insegnato e applicato nella vita quotidiana.
Impatto e Attualità
Le prime ricerche di Seligman sull’impotenza appresa hanno aperto nuove prospettive sul rapporto tra esperienza, aspettative e motivazione, chiarendo come la perdita di controllo percepito possa generare passività e vulnerabilità alla depressione. Da questa base sperimentale è emerso un interesse crescente per i processi che sostengono la capacità di reagire e di costruire significato, terreno su cui si è sviluppata la psicologia positiva.
Con la formulazione del modello PERMA – che integra emozioni positive, coinvolgimento, relazioni, senso e realizzazione – Seligman ha proposto un linguaggio operativo per studiare il benessere. Il modello è oggi utilizzato in contesti educativi, organizzativi e di prevenzione, dove la promozione delle risorse personali diventa parte integrante della salute psicologica.
L’approccio di Seligman ha contribuito a spostare il baricentro della psicologia: non più solo comprensione della sofferenza, ma analisi delle condizioni che favoriscono la vitalità e la crescita. Questa prospettiva ha influenzato programmi clinici, politiche educative e modelli di leadership, mostrando che il benessere può essere oggetto di intervento scientifico e non solo un ideale astratto. Seligman è considerato una delle voci più autorevoli nel dialogo tra ricerca empirica e scienze del benessere. Le sue idee continuano a stimolare pratiche e riflessioni sul ruolo della psicologia nella costruzione di contesti più resilienti, consapevoli e orientati alla realizzazione umana.


