Perché a volte cambiamo idea dopo un ragionamento attento, e altre volte bastano uno slogan o una faccia simpatica per convincerci? Richard E. Petty ha cercato di rispondere a questa domanda studiando come funzionano i meccanismi della persuasione. Con uno sguardo empirico e attento ai processi cognitivi, ha contribuito a definire uno dei modelli più influenti della psicologia sociale moderna.
Biografia e contesto storico
Richard E. Petty è uno psicologo sociale statunitense, noto soprattutto per i suoi studi sul cambiamento delle attitudini e la persuasione. Professore alla Ohio State University, ha collaborato negli anni Ottanta con John Cacioppo per sviluppare un modello teorico che spiegasse come e perché certe comunicazioni riescono a cambiare le opinioni delle persone.
In un periodo in cui la psicologia cognitiva stava diventando sempre più influente, Petty ha cercato di integrare le ricerche sull’elaborazione delle informazioni con lo studio della comunicazione persuasiva. Il risultato è stato un modello che ha rivoluzionato la comprensione dei processi attraverso cui formiamo e modifichiamo i nostri atteggiamenti.
Contributi teorici e pratici
Il principale contributo di Petty è il Modello della Probabilità di Elaborazione (Elaboration Likelihood Model – ELM), sviluppato insieme a Cacioppo. Secondo questo modello, la persuasione può seguire due vie principali:
La via centrale si attiva quando una persona è motivata e capace di analizzare in modo critico i contenuti. In questo caso, il cambiamento di opinione avviene attraverso una valutazione razionale degli argomenti proposti. È un processo più stabile e duraturo, ma anche più lento.
La via periferica, invece, si attiva quando la persona non ha tempo, interesse o risorse cognitive per elaborare a fondo il messaggio. Qui, il cambiamento avviene sulla base di elementi secondari, come l’autorevolezza della fonte, l’umorismo, o l’attrattiva visiva. Questo tipo di persuasione è più immediato ma anche meno stabile nel tempo.
Il modello ha un’enorme portata applicativa: è stato usato per analizzare e progettare messaggi in pubblicità, politica, salute pubblica, educazione e persino terapia. Ad esempio, una campagna contro il fumo può scegliere se puntare su dati scientifici (via centrale) o su immagini forti ed emozionali (via periferica), a seconda del pubblico di riferimento.
Petty ha anche contribuito alla comprensione del ruolo della motivazione e della capacità cognitiva nel processo di persuasione: non è solo il contenuto a fare la differenza, ma anche lo stato mentale di chi riceve il messaggio.
Impatto e attualità
Il lavoro di Petty è oggi tra i più citati nella psicologia sociale. Il suo modello è considerato un riferimento classico per chi studia la comunicazione efficace, ed è stato integrato con altri approcci, tra cui le teorie di Daniel Kahneman (Sistema 1 e 2) e le neuroscienze cognitive.
L’Elaboration Likelihood Model ha trovato applicazioni in contesti molto diversi: dalla progettazione di interfacce digitali ai messaggi di prevenzione sanitaria, dalle campagne politiche ai contenuti virali sui social media. La sua forza sta nella capacità di spiegare perché certi messaggi “funzionano” anche quando sembrano poco argomentati — o, al contrario, perché certi discorsi razionali non colpiscono.
Oggi, in un mondo saturo di stimoli, il modello di Petty è più attuale che mai: ci aiuta a capire quando siamo realmente persuasi da un argomento e quando, invece, stiamo solo reagendo a un’impressione superficiale. Una consapevolezza utile, per chi comunica e per chi ascolta.


