Sue Johnson è stata la psicologa clinica che ha portato l’attaccamento adulto dentro la terapia di coppia, creando la Emotionally Focused Therapy (EFT). La sua idea guida è semplice e potente: i conflitti più dolorosi nascono da segnali di allarme di disconnessione; se aiutiamo i partner a riconoscerli, a sentirli nel corpo e a chiedere/provare rassicurazione emotiva, il legame si riorganizza. Dai manuali clinici ai programmi per il pubblico, Johnson ha dato una lingua e una prassi per “ritrovarsi” come amanti e alleati.
Biografia e contesto storico
Nata nel Kent (UK), formata tra Canada e Stati Uniti, Johnson muove i primi passi clinici negli anni Ottanta, quando la terapia di coppia è dominata da modelli comunicativo-comportamentali. In dialogo stretto con la teoria dell’attaccamento di Bowlby, comincia a osservare i cicli emotivi tipici delle coppie in crisi: inseguimenti e ritirate, accuse e chiusure, che proteggono dal dolore ma logorano il legame. Su questa base sviluppa l’EFT per coppie (poi estesa a individui e famiglie), fonda un centro internazionale di formazione e ricerca e porta il modello fuori dall’accademia con libri divulgativi che avranno vasta risonanza (Hold Me Tight, Love Sense).
Contributi teorici e pratici
L’Emotionally Focused Therapy (EFT) nasce come terapia dell’attaccamento per adulti. Sue Johnson interpreta il conflitto di coppia come una protesta di attaccamento: dietro la rabbia e la chiusura si nascondono paura di abbandono e bisogno di vicinanza. Il lavoro clinico non punta a “vincere” le discussioni, ma a trasformare il ciclo emotivo che le alimenta. Il terapeuta aiuta i partner a rallentare, riconoscere e comunicare le emozioni primarie, fino a costruire risposte di cura reciproca. Quando queste esperienze diventano ripetibili, la relazione si stabilizza su un legame più sicuro.
Il modello si articola in tre fasi operative: prima si disinnesca il ciclo negativo che intrappola la coppia, poi si ricostruisce il legame attraverso momenti di apertura guidata e infine si consolidano le nuove modalità di contatto. Le enactment – esperienze emotive vissute in seduta – sono il cuore trasformativo del metodo: non si parla delle emozioni, le si attraversa insieme.
Per rendere insegnabile la procedura, Johnson ha formalizzato una sequenza ricorrente, il cosiddetto “Tango EFT”: sintonizzarsi, evocare l’emozione primaria, collegarla al bisogno di attaccamento, guidarne la condivisione e rinforzare la nuova danza relazionale. È una grammatica clinica che aiuta a mantenere il focus sul legame anche quando la conversazione devia sui contenuti.
Dalla terapia di coppia, l’EFT si è estesa a nuove applicazioni: l’EFIT, rivolta al lavoro individuale su traumi e pattern di attaccamento, e l’EFFT, per famiglie che affrontano rotture e riconnessioni emotive. Con Hold Me Tight, Johnson ha portato i principi di base al grande pubblico, trasformandoli in esercizi e conversazioni guidate per migliorare l’intimità.
Le ricerche cliniche e neuroscientifiche mostrano che il cambiamento di legame ha riscontri misurabili: dopo un percorso EFT, il cervello dei partner risponde con minore attivazione di allarme quando è presente la persona amata. È una conferma sperimentale di un principio semplice: la vicinanza sicura calma i sistemi di difesa.
Impatto e attualità
Oggi l’EFT è uno dei modelli di terapia di coppia più diffusi e documentati. Offre una mappa chiara (il ciclo negativo/positivo), strumenti concreti (enactment, riformulazioni emotive) e un linguaggio accessibile anche ai clienti, che imparano a riconoscere le proprie richieste di vicinanza invece di mascherarle con attacchi o ritiri. Le meta-analisi mostrano un miglioramento stabile nella soddisfazione di coppia e nella qualità del legame.
Fuori dal setting clinico, Johnson ha contribuito a diffondere una nuova cultura del legame: l’idea che la sicurezza affettiva sia un bisogno di base, non una debolezza. I suoi testi e workshop hanno influenzato programmi di educazione affettiva, interventi genitoriali e pratiche in ambito sanitario.
Come ogni modello di ampia diffusione, anche l’EFT richiede competenza e contesto. Gli autori stessi raccomandano cautela nei casi di violenza o coercizione, dove la priorità resta la sicurezza. I percorsi formativi ufficiali includono oggi protocolli di triage, lavoro di rete e attenzione culturale.
L’eredità di Johnson è quella di aver riportato al centro della terapia di coppia la vulnerabilità come forza: la possibilità di dire “mi manchi, ho paura, ci sei per me?” e di trovare dall’altra parte una risposta affidabile. È in questo riconoscimento reciproco che la teoria dell’attaccamento trova, nella clinica, il suo respiro più umano.


