Susan Aposhyan è una psicoterapeuta somatica e docente internazionale, ideatrice della Body-Mind Psychotherapy (BMP), un modello clinico che integra consapevolezza corporea, sviluppo motorio precoce e regolazione neurofisiologica con il lavoro emozionale e narrativo. La sua prospettiva parte dall’idea che il corpo non sia un semplice veicolo della mente, ma il luogo primario in cui stati affettivi, significati e relazioni si formano e si trasformano. Intervenire sui pattern corporei di respirazione, movimento e orientamento diventa così una via per rendere più coerenti e duraturi i cambiamenti psicologici.
Biografia e contesto storico
Formata come danzatrice e praticante di tecniche somatiche nella New York degli anni Settanta, Aposhyan incontra il Body-Mind Centering® (BMC) di Bonnie Bainbridge Cohen e completa il training nel 1982. È la matrice che le permette di unificare studi su psicologia, biomeccanica, meditazione e danza in un linguaggio clinico coerente. Negli anni Ottanta entra alla Naropa University (Boulder) e fonda/direziona uno dei primi programmi accademici in psicologia somatica negli Stati Uniti, mentre in parallelo avvia la formazione internazionale in BMP. Negli anni Duemila pubblica i testi che sintetizzano il suo lavoro e contribuisce allo sviluppo della comunità professionale della body psychotherapy statunitense.
Tra i volumi più noti: Natural Intelligence: Body-Mind Integration and Human Development, in cui articola una mappa evolutiva dell’incarnazione con esercizi di pratica, e Body-Mind Psychotherapy: Principles, Techniques and Practical Applications (W. W. Norton), manuale clinico che presenta principi, setting e procedure. Più recente è Heart Open, Body Awake: The Four Steps of Embodied Spirituality (Shambhala), che estende la riflessione al piano contemplativo senza perdere l’ancoraggio alla pratica terapeutica.
Contributi teorici e pratici
Alla base della Body-Mind Psychotherapy (BMP) vi è l’idea del corpo come luogo primario dell’esperienza. Aposhyan descrive la BMP come un approccio somatico-cognitivo che integra fisiologia, neuroscienze e sviluppo motorio precoce. Il lavoro clinico parte dall’osservazione di sensazioni, postura, tono e micromovimenti per comprendere come l’organismo regoli eccitazione, paura, piacere e confine nel corso dell’esperienza. L’interrogativo guida è di tipo fenomenologico: che cosa accade in questo corpo, in questo momento, in risposta a un determinato stimolo o emozione, e quali processi di sviluppo sono impliciti in tale risposta?
In seduta, l’intervento procede attraverso micro-esperimenti corporei e percettivi. L’attenzione si orienta a radicamento, respirazione, ritmo e micro-variazioni posturali o gestuali, con l’obiettivo di rendere osservabili i cambiamenti nello stato fisiologico. Dove clinicamente appropriato e nel rispetto di una cornice etica chiara, possono essere utilizzati il tocco terapeutico e il movimento, sempre subordinati al consenso e alla funzione regolativa. L’obiettivo non è la distensione, ma la modulazione degli stati corporei in modo da rendere più flessibile il passaggio tra attivazione e calma, vicinanza e distanza.
Un tratto distintivo della BMP è l’utilizzo delle competenze del primo sviluppo motorio — orientamento dello sguardo, spinta, appoggio, rotolamento, raggiungere e afferrare, strisciare, sedere, erigersi e camminare — come organizzatori della regolazione emotiva e relazionale. Quando tali passaggi risultano fragili o incompleti, il lavoro terapeutico mira a recuperarne il principio funzionale, ristabilendo continuità tra organizzazione motoria, regolazione affettiva e capacità di relazione.
L’integrazione mente–corpo non sostituisce la dimensione simbolica e narrativa. Nella BMP i vissuti corporei diventano materiale di elaborazione cognitiva, consentendo di ridefinire credenze e schemi di significato. L’ancoraggio alla dimensione sensoriale riduce l’astrazione, stabilizza l’attenzione e favorisce il trasferimento delle acquisizioni al di fuori del setting terapeutico.
Nei suoi testi, Aposhyan propone un linguaggio essenziale — respiro, tono, centro, spazio, impulso — e una grammatica di esercizi progressivi per clinici e utenti. Il manuale pubblicato da Norton collega tali principi a diversi quadri clinici: ansia e panico (iperattivazione e iperventilazione), depressione (ipoattivazione e collasso posturale), traumi relazionali (confini e orientamento instabili), difficoltà di intimità (avvicinamento e ritiro). La formazione insiste su pratica personale, supervisione esperienziale e adattamento culturale degli interventi.
Impatto e attualità
La Body-Mind Psychotherapy ha contribuito a fornire una cornice clinica coerente a pratiche somatiche che in precedenza si presentavano come metodi di movimento o di consapevolezza corporea. Condivide con approcci affini — Hakomi, Sensorimotor Psychotherapy, Somatic Experiencing — l’attenzione al corpo come regolatore primario dell’esperienza, ma si distingue per l’integrazione esplicita con lo sviluppo motorio precoce, la continuità con il Body-Mind Centering® e il collegamento con pratiche contemplative. In molti contesti formativi ha reso accessibili i principi somatici a professionisti non specificamente orientati al lavoro corporeo.
L’enfasi su arousal, orientamento e ritmo colloca la BMP in dialogo con le neuroscienze affettive e con la ricerca sull’interocezione, il sistema nervoso autonomo e l’apprendimento motorio. In ambito educativo e organizzativo, i suoi strumenti sono stati impiegati per sostenere autoregolazione, presenza e qualità del contatto — ad esempio tra insegnanti, operatori sanitari e professionisti esposti a stress elevato — attraverso esercizi brevi integrabili nella routine quotidiana.
Come per gran parte della psicoterapia somatica, le evidenze empiriche sulla BMP sono in crescita ma restano limitate rispetto agli approcci più manualizzati. L’efficacia dipende in larga misura dalla competenza del terapeuta, dalla chiarezza etica nell’uso del tocco e dall’adattamento a età, cultura e storia di trauma della persona. La stessa Aposhyan sottolinea la necessità di gradualità, consenso informato e costante integrazione tra corpo, emozioni e significati.


