
William Glasser è stato uno psichiatra e psicologo statunitense noto per aver sviluppato un approccio originale al comportamento umano, centrato sulla responsabilità individuale e sulla capacità di compiere scelte consapevoli. Le sue teorie, la Choice Theory e la Reality Therapy, hanno posto l’accento sul ruolo attivo della persona nella costruzione del proprio benessere e hanno trovato applicazioni non solo nella psicoterapia, ma anche nell’educazione e nella gestione delle relazioni.
Biografia e contesto storico
William Glasser nacque nel 1925 a Cleveland, Ohio, in un periodo segnato dalla Grande Depressione e, poco dopo, dalla Seconda Guerra Mondiale. Questi eventi storici influenzarono profondamente il clima sociale e culturale in cui si formò, spingendolo a interrogarsi sulle motivazioni che guidano il comportamento umano. Dopo una laurea in Chimica, proseguì gli studi in Medicina alla Case Western Reserve University, orientandosi infine verso la psichiatria.
Negli anni ’50 completò la specializzazione psichiatrica presso il Veterans Administration Hospital di Los Angeles. In quel periodo la psicoanalisi freudiana dominava la scena, ma Glasser se ne distaccò presto, giudicandola troppo focalizzata sul passato e poco utile a fornire soluzioni concrete ai problemi dei pazienti. Le sue esperienze cliniche nei centri di riabilitazione e nelle scuole lo portarono a osservare come le persone potessero cambiare se poste di fronte alla responsabilità delle proprie scelte, piuttosto che concentrate nell’analisi retrospettiva delle loro difficoltà.
Gli anni ’60 furono decisivi: Glasser iniziò a elaborare i principi della Reality Therapy e della Choice Theory, in un contesto culturale che stava cominciando ad aprirsi a nuove forme di psicoterapia più pragmatiche e centrate sulla persona. La sua attività non si limitò all’ambito clinico: promosse progetti educativi e modelli scolastici che riflettevano la sua visione della psicologia come strumento pratico per migliorare la qualità della vita.
Contributi teorici e pratici
Il contributo più importante di Glasser è la Choice Theory, che interpreta il comportamento umano come il risultato di scelte consapevoli. In questa prospettiva, gli individui non sono determinati in modo rigido da forze esterne o inconsce, ma agiscono per soddisfare cinque bisogni fondamentali: sopravvivenza, amore e appartenenza, potere, libertà e divertimento. Ogni comportamento, anche quando appare disfunzionale, rappresenta un tentativo di rispondere a uno di questi bisogni.
Un esempio semplice: una persona che cerca continuamente di imporsi sugli altri può essere vista, secondo Glasser, come qualcuno che cerca di soddisfare il bisogno di potere, anche se in modo inefficace. Allo stesso modo, un adolescente che manifesta comportamenti ribelli potrebbe essere spinto dal bisogno di libertà. La Choice Theory invita quindi a leggere i comportamenti in termini di bisogni e scelte, piuttosto che di sintomi o patologie.
Strettamente collegata a questa visione è la Reality Therapy, un metodo terapeutico che mette al centro la responsabilità personale. L’approccio non si concentra sul passato remoto, ma sul presente e su ciò che il paziente può fare per migliorare la propria situazione. Il terapeuta, invece di interpretare conflitti inconsci, accompagna il cliente a chiedersi: “Il comportamento che sto mettendo in atto soddisfa davvero i miei bisogni? Potrei scegliere un’alternativa più efficace?”. Per esempio, in un contesto di coppia conflittuale, la Reality Therapy invita i partner a riflettere su come le loro azioni concrete stiano incidendo sulla qualità della relazione e a scegliere strategie diverse per migliorare la comunicazione.
Un’altra applicazione importante delle idee di Glasser è il concetto di Scuole di Qualità. Egli sosteneva che l’educazione doveva fondarsi sulla motivazione intrinseca degli studenti, anziché sulla coercizione o sulla semplice trasmissione di nozioni. In questo senso, le scuole dovevano diventare ambienti in cui gli studenti si sentissero parte di una comunità e potessero imparare a scegliere comportamenti responsabili, aumentando il senso di appartenenza e di autodeterminazione.
Impatto e attualità sulla psicologia contemporanea
Le teorie di Glasser furono accolte inizialmente con prudenza dalla comunità scientifica. Alcuni psicologi le giudicavano troppo semplici o insufficienti a spiegare la complessità dei processi psichici. Tuttavia, il loro carattere pragmatico e l’enfasi sulla responsabilità personale trovarono terreno fertile nella pratica clinica e nell’educazione.
In ambito psicoterapeutico, la Reality Therapy si avvicina per certi aspetti alle terapie cognitive e comportamentali, condividendone l’attenzione al presente e l’orientamento pratico. Diversamente dal comportamentismo classico di Skinner, Glasser non riduce il comportamento a un meccanismo stimolo-risposta, ma lo interpreta come frutto di scelte consapevoli. Allo stesso tempo, il suo approccio presenta affinità con l’umanesimo di Carl Rogers, per l’attenzione all’autonomia personale e al potenziale di crescita, pur distinguendosene per il maggior pragmatismo e per la focalizzazione sul cambiamento concreto delle condotte.
Le idee di Glasser hanno trovato applicazione anche nella psicologia educativa e nel counseling scolastico, dove il richiamo alla motivazione intrinseca e alla responsabilità ha offerto strumenti pratici per insegnanti e formatori. In Italia, la sua influenza è stata meno capillare che in altri paesi, ma alcune sue opere sono tradotte e utilizzate in ambito pedagogico e nella formazione per il counseling e nelle pratiche orientate alle soluzioni, molto diffuse nelle terapie brevi contemporanee, dove si ritrovano echi della sua insistenza sul cambiamento pratico e sul ruolo attivo della persona.


